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INDIA

Pubblicato: 6 novembre 2013 in 25 INDIA

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17 Novembre 2013

Si parteeeee!!! Dopo un’estate di lavoro, con l’arrivo del primo freddo si parte….INDIA. Con noi, per i primi 15 giorni, vengono anche due nostri amici Luigi e Chiara. La mattina sveglia presto saluti, baci e via verso Fiumicino. Prendiamo la Kuwait Airlines e dopo le prime quattro ore facciamo scalo a Kuwait City. Dall’aereo si scorge il deserto e le luci delle fiamme dei pozzi…peccato è sera e non si vede molto! Dopo un due ore di sosta e un salutino al volo ad un nostro amico che, nel frattempo con un altro aereo, è arrivato a Kuwait  prendiamo il secondo aereo con destinazione New Delhi.

1 fiumicino

18 Novembre 2013

E’ mattino presto quando l’aereo atterra. Siamo arrivati in India…nessuno ha un’idea di cosa aspettarsi. La frase che più ci hanno detto sull’India è “o la odi o la ami”. Intanto sembra di aver fatto 8 ore di aereo ed essere atterrati di nuovo  a Fiumicino: tutti parlano italiano! Ops! Ma nooo, erano con noi in aereo…vivono in Italia! Così ci aiutano a prendere un autobus che dall’aeroporto ci porti a prendere un bus per Agra, la nostra prima destinazione. Abbiamo deciso di scappare subito da Delhi , la capitale, ed evitare il traffico di una delle città più densamente popolate al mondo. Messi i piedi fuori dall’aeroporto torna in mente la frase “o la odi o la ami” Tanfo di urina, gente che defeca per strada, baracche, povertà, immondizia ovunque, ci sediamo sul bus e per terra c’è del vomito, ci alziamo e abbiamo il sedere bagnato da non si sa cosa, prendiamo il secondo bus ed è sporco e fatiscente e i panorami che si susseguono offrono solo spazzatura ovunque, povertà e strade totalmente rotte. Arriviamo ad Agra e ci sistemiamo in Hotel. Crolliamo in un sonno profondo, è pomeriggio ma è da parecchie ore che non dormiamo. Ci svegliamo un po’ rinco dopo due orette e ci facciamo un giro verso il Taj Mahal, l’incredibile Mausoleo patrimonio dell’UNESCO inserito tra le sette meraviglie del mondo moderno…ma ormai è tardi, tutto chiuso, mangiamo e di nuovo a nanna.

2 taj mahal

19 Novembre 2013

Freschi e riposati ci svegliamo e ci affacciamo, per la prima volta lucidi e senza stanchezza, sulle strade indiane. Motorini, risciò, macchine e auto risciò  sfrecciano suonando freneticamente i loro clacson, si alternano mucche di passaggio, maialini, scimmie, cani, il tutto accompagnato da sistemi fognari “a cielo aperto” cariche ogni tipo di immondizia mentre zig zaghiamo per non calpestare feci di tutti i generi e sputi di sostanze rosse non identificati…benvenuti in India. Ma se solo si riesce, senza troppo applicarsi, ad andare oltre l’immediata apparenza di un’inaccettabile stile di vita, allora si riesce a scoprire l’India, quella che ami, quella che ti affascina con i mille colori e sfumature dei Sari indossate da donne piene di sorriso, con la gente pronta ad aiutarti ad ogni angolo, con i bambini che non si stancano di dirti “Hello”, con una terra piena di cultura e profonda spiritualità. E solo allora tutto quello che ti circonda lo si apprezza realmente. E l’India per farsi voler ancora più bene…..settimana dell’UNESCO….oggi entrata gratuita…che botta di c….!!!! Siamo davanti al Taj Mahal, fatto costruire dall’imperatore moghul Shah Janan in ricordo della sua  moglie prediletta. E’ di una bellezza unica, perfetta! Nel pomeriggio presto visitiamo Agra Fort (gratuitamente anche questo!) per poi letteralmente scappare in stazione e prendere il treno per Jaipur….la nostra prossima destinazione. Ci tocca la prima classe perché erano gli unici posti rimasti quindi viaggiamo nel lusso e ci godiamo il panorama. Arriviamo verso sera e cerchiamo un hotel. Nel momento della registrazione in hotel ci accorgiamo come la burocrazia indiana sia 10 volte più complicata della nostra scrupolosamente senza il nero! E così passiamo un’abbondante oretta a registrarci contando che il receptionist di suo non era un granché svelto! Cena e nanna.

3 taj mahal

4 taj mahal

5 taj mahal

6 agra fort

7 taj mahal from agra fort

20 Novembre 2013

Siamo nel Rajastan regione di grandi palazzi, bazar e grandi feste e Jaipur è una delle principali e caotiche città piena di storia e di coloratissimi bazar. Chiamata la città rosa, ha i suoi edifici principali di color rosa scuro. Passiamo la giornata a gironzolare per i vicoli e visitare il City Palace, l’osservatorio astronomico e Hawa Mahal detto il palazzo dei venti per le infinite finestrelle per consentire alle donne velate dell’harem di guardare inosservate il traffico delle strade sottostanti. Verso sera cerchiamo un officina per noleggiare dei motorini per girare più liberamente intorno alla città. Dopo svariati vicoli e vicoletti arriviamo finalmente a destinazione, ci mettiamo d’accordo, pattuiamo il prezzo….arrivati in hotel ci rendiamo conto che è impossibile noleggiarlo perché il numero minimo di giorni di noleggio è 3 e noi non abbiamo tutto questo tempo a disposizione…niente motorino!

8 jaipur

9 jaipur

10 hawa mahal

11 elefanti rajastan

21 Novembre 2013

Oggi abbiamo tante cose da vedere intorno a Jaipur. Visto che il motorino è stato scartato ci affittiamo per un giorno l’apetta taxi o meglio tuc tuc  o meglio auto risciò con autista e iniziamo il fantastico giro per i forti che circondano la vecchia Jaipur godendoci panorami e paesaggi fantastici. Visitiamo Jaigarh fort, Nahargarh Fort, il palazzo fortezza di Amber fort, il tramonto sul Jal Mahal (Palazzo dell’acqua) e concludiamo il nostro giretto a Sanganer dove degli abilissimi artigiani intagliano il legno per creare stupendi stampi per tessuto.

12 jaipur

13 jaipur

14 nahargar fort

15 amber fort

16 amber fort

17 jal mahal

18 sanganer

22 Novembre 2013

Sveglia all’alba per non perdere l’unico autobus che ci porterà al Ranthambhore National Park alla ricerca della tigre. Arrivati in loco c’è molta confusione…la biglietteria sembra abbandonata e in giro non si vede nessuno….oh – oh. Niente paura, come sempre c’è sempre qualcuno che ti dà una dritta in India e così ci tranquillizza che siamo nel posto giusto al momento giusto infatti dopo un po’ la folla aumenta e ci si accalca davanti alla biglietteria, bisogna fare subito altrimenti i posti finiscono. L’escursione sarà in jeep per circa tre ore! Per le 14 siamo tutti eccitatissimi sopra la jeep con tanto di binocolo e macchine fotografiche con potenti obbiettivi. Si parte, abbiamo una guida che ci inizia a spiegare il Parco e dopo un po’ ecco il primo animale….un cervo –daino! O meglio i palchi da cervo e il corpo da daino, poi si susseguono scimmie, antilopi, pavoni, upupe, un mezzo coccodrillo….ma la tigre?…silenzio, la guida sente qualcosa, il viso s’incupisce, si alza in piedi, parla a bassissima voce…poi un rumore di jeep e camionette,siamo tutti nello stesso punto ad aspettare la tigre. La cosa ci puzza!!! Escursione finita, niente tigre, ci guardiamo e il commento è “che sola!!!”. Allora zaino in spalla e impresa impossibile: arrivare a Bundi entro questa sera! Cambiando tre bus e impiegando infinite ore su strade impensabili a mezzanotte siamo cotti ma a Bundi, missione compiuta!

19 abitazione rurale india

20 ranthambhore national park

21 ranthambhore national park

22 ranthambhore national park

23 ranthambhore national park

23 Novembre 2013

Ci svegliamo nella città blu….quella meno famosa, tutti conoscono Jodhpur ma no Bundi, più piccola e meno turistica, non ha nulla da invidiare comprese le case dipinte di blu. Ci immergiamo tra gli stretti vicoli, dando sempre la precedenza a mucche vaganti, e rimaniamo incantati dalla tranquillità e  da scorci fiabeschi che ci offre sempre e comunque contornati da immondizia etc…ormai non ne parliamo ma è scontato!  Nel pomeriggio visitiamo il magnifico Garh Palace adagiato su un lato della collina, domina la città con affreschi ancora conservati decentemente. La sera coglie la nostra attenzione un gruppo di donne vestite con Sari sgargianti che adornano delle conche davanti ad un altare induista. Ci sono altri turisti che fotografano, ci avviciniamo e assistiamo alla cerimonia di preparazione per la presentazione della famiglia della sposa alla famiglia dello sposo. Insomma le donne della famiglia delle spose stanno preparando le conche da portare in dono alla famiglia dello sposo una settimana prima del matrimonio. Finite di preparare le conche le donne si mettono in fila e camminano….e noi pure! Arriviamo dopo un paio di centinaia di metri in una casa super illuminata…è la casa del futuro sposo. Ci si scambiano doni, conche e saluto…poi tutti insieme ripartono…e noi pure! Dove si andrà? Il fratello dello sposo ci prende in simpatia e ci invita…stiamo andando alla festa!!! Entriamo in quello che si può definire un androne con una cucina attrezzata all’aperto ed un palco. Ci sediamo insieme a tutti e ci rendiamo conto che gli unici turisti rimasti siamo noi…i soliti imbucati! Dopo un po’ inizia lo spettacolo: prima da sotto il palco, poi sopra il palco tutti iniziano ad esibirsi con danze e chi vuole (o meglio non abbiamo capito la dinamica) offre dei soldi. Poi tocca ovviamente a noi, ci invitano a ballare! Si mangia e di nuovo si balla e per concludere Luigi e Simone dedicano da sopra al palco allo sposo (la sposa è l’unica che manca!) Oh sole mio come augurio…. e di nuovo tutti a ballare!!! La festa finisce e se in fin dei conti la bomboniera l’hanno data a tutti e noi no, lo sposo ci ha invitato al suo matrimonio…ma purtroppo il tempo è contro di noi!

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27 taragarh bundi

28 taragarh bundi

29 taragarh bundi

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24 Novembre 2013

Quanto ci piace girare per i vicoletti di Bundi, è proprio rilassante. E passiamo una giornata ad esplorare ogni angolo e monumento o architettura storica della città. In uno dei vicoli mentre passiamo si affaccia una signora, cordialmente salutiamo e ci invita ad entrare. Senza nessun complimento siamo seduti sulla poltrona al secondo piano della casetta a chiacchierare con la figlia felicissima ed emozionatissima. Lei studia all’università e la prima cosa che ci chiede da italiani è di cantarle “Bella Ciao” famosissima a Bundi! Alcuni con toni di gran orgoglio altri meno cantiamo tutti “bella Ciao” con il nostro umile pubblico che rimane incantato e affascinato. Poi arriva la signora con il thè indiano fatto con foglie di thè, latte e spezie, e un susseguirsi di frutta e dolci. Parliamo un po’ dell’India e delle sue tradizione per capire meglio la loro cultura così scopriamo un po’ di cose. In india nella maggior parte dei casi i matrimoni sono combinati e lo sposo e la sposa si conoscono qualche settimana prima del matrimonio. La sposa va a vivere a casa della famiglia dello sposo ed è subordinata al marito e alla suocera….! Non può uscire o lavorare se non sotto il consenso del marito e dentro casa deve fare quello che le ordina la suocera! I divorzi sono quasi inconcepibili ed è vietato alle ragazze uscire durante il giorno se non per andare a scuola. Chiacchieriamo piacevolmente per un’oretta e poi salutiamo la famiglia veramente molo gentile ed accogliente e riprendiamo i nostri bagagli perché ci aspetta un bus alle 19 con destinazione Kota, poi svariati treni notturni per arrivare in mattinata a Khajuraho.

1 bundi

2 bundi

25 Novembre 2013

Ci svegliamo con la luce del sole sul vagone letti del treno, a parte il fresco della notte che non avevamo calcolato si dorme pienamente bene e senza troppi rumori! Ma il viaggio è ancora lungo e a destinazione arriviamo che è già sera, siamo a Khajuraho la terra degli italiani…forse il 30% tra hotel, ristoranti e bazar hanno l’insegna in italiano! Molti qui fanno affari con gli italiani per l’export di prodotti indiani. E finiamo in un hotel con il titolare e i suoi “picciotti” che parlano un perfetto italiano!

26 Novembre 2013

Visita agli spettacolari templi  ricchi di sculture che rappresentano dei, dee, animali, guerrieri e sensuali figure femminili. Questi templi sono famosi anche come i templi del kamasutra per alcune sue sculture e scene erotiche. Per visitare i templi più periferici ci affittiamo delle biciclette così da farci pure dei giretti nei villaggi vicini e goderci un po’ il paesaggio circostante. Verso sera torniamo in albergo e riprendiamo le nostre valige…di corsa a prendere il treno, domani arriviamo alla nostra ultima tappa del viaggio in quattro: Varanasi. Prendiamo un auto risciò per raggiungere la stazione ma nella folle corsa al buio il nostro autista si dimentica che l’India è piena di mucche e sbadatamente le finiamo letteralmente a dosso: Mucca 1 – auto risciò 0….lei se ne va spaventata e noi ce ne andiamo con il paraurti in mano!!! Preso il primo treno scendiamo alla stazione di Mahoba dove aspettiamo la coincidenza per Varanasi. C’è da aspettare parecchie ore così ci facciamo un giretto per questa sconosciuta città cercando un ristorante dove cenare. Di scelte ce ne sono ben poche o nulle ma alla fine camminando, camminando arriviamo ad un ristorante. Ci aiuta ad ordinare un gentile signore che parla inglese e insieme ai suoi amici cerca di far da tramite con il cuoco. Cena ottima e a pancia piena cerchiamo un auto risciò che ci riporti in stazione. Nell’attesa arriva un ragazzo, il suo datore di lavoro ci ha invitato a casa sua… iI datore di lavoro è uno di quelli che ci aveva aiutato a cena….non si può dire di no. Così ci ritroviamo seduti tutti nel cortile di quest’uomo che a stento parla inglese a berci un bel thè indiano, poi tutto d’un tratto ci fa cenno di andare, è arrivato l’auto risciò che ci porterà in stazione e lui viene con noi…che strana situazione e mai visto un auto risciò così nuovo e pulito in pelle bianca! Subito capiamo che il signore non ha problemi di soldi. In stazione tutto vergognoso quasi fosse tornato adolescente chiede il numero di Chiara…svelato tutto…si è innamorato di Chiara!!! E la faccia che ha fatto quando Chiara gli ha dato il suo indirizzo? Che spettacolo…alla fine è un buon partito..costruisce ferrovie!!! Dopo un po’ lui si congeda e noi prendiamo il treno e ci addormentiamo immaginando per le vie di Montesilvano lui che arriva con i suoi elefanti e va verso casa di Chiara!

4 khajuraho

5 khajuraho

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27 Novembre 2013

In tarda mattinata arriviamo a Varanasi e  dopo qualche giretto riusciamo  a trovare  un albergo in pieno centro anzi vicinissimo al Golden temple, il tempio più sacro agli induisti. Il tempo di una lunga doccia e un po’ di riposo che si fa sera. Varanasi è tra le città più sacre nell’induismo e le sue sponde sono bagnate dal Gange, il sacro fiume definito “la madre di tutti gli uomini”. Chi si bagna nelle acque sacre del Gange ottiene l’indulto e che muore a Varanasi spezza la catena delle reincarnazioni per ottenere subito il Nirvana quella che per i cattolici è la pace eterna. Così 24 ore al giorno portano le salme dei morti sulle rive del Gange, le bagnano e preparano i fuochi per la cremazione attingendo la fiamma dal fuoco eterno di Sciva che arde da oltre 2000 anni. Assistere a questi riti ci da una forte emozione dovendoci confrontare con realtà diverse e guardare in faccia i defunti bruciare.

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28 Novembre 2013

Varanasi è caotica, colorata e ogni angolo ti stupisce. Ti stupisce per i suoi stretti vicoli pieni di gente, biciclette, motorini poi c’è la mucca che vuole passare, la sfilata del defunto che deve procedere, le scimmie che corrono sopra la tua testa, e in tutto questo bisogna stare attenti a non calpestare cacche di varia provenienza sempre accompagnati dall’odore inconfondibile di urina! I vicoli sono pieni di negozi in cui si può trovare di tutto….e comprare di tutto!!! Zig zagando arriviamo al Gange da delle scalinate, le entrate che permettono di arrivare al fiume dalla città si chiamano Gath e ciascuna ha un proprio nome. Ci facciamo una lunga passeggiata verso sud osservando la gente che si immerge nel Gange per chiedere il perdono o semplicemente per lavarsi o lavare i panni, insomma lungo il Gange brulica una vita fatta di credenze e devozione.

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29 Novembre 2013

Ci gustiamo l’alba in barca sul Gange quando alle prime luci tutto sembra calmo e i clacson dormienti non ti fanno perdere il “nirvana”. Poi passeggiata lungo fiume verso nord e visita alla città vicina di Sarnath dove il Buddha predicò il suo primo sermone.

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30 Novembre 2013

Al di là del Gange c’è una vecchia fortezza e leggendo su una guida scopriamo che c’è un ponte pedonale per attraversare il fiume. Dopo un’oretta di camminata tra polvere, clacson e spazzatura finalmente siamo davanti al ponte…iniziamo ad attraversarlo e iniziano a farci cenno di no…no cosa? Due tre persone ci dicono no e poi boat, pensiamo: ci vogliono imbrogliare, vogliono portarci in barca ma a noi non ci fregano!!! Insomma tra travi traballanti arriviamo a 20 m dalla riva opposta…ponte interrotto! Non ci resta che buttarci dal ponte su una barca e procedere via mare…avevano ragione! Ci facciamo un giretto e poi ci facciamo riaccompagnare in barca godendoci il tramonto. La sera assistiamo ad uno spettacolo in un gath di benedizione al fiume Gange e poi tutti al ristorante per l’ultima cena insieme…Luigi e Chiara partono domani…tempo scaduto!

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1 Dicembre 2013

Salutiamo Luigi e Chiara che hanno un aereo da Varanasi  a Delhi e poi da lì ripartono per L’Italia. Gli addii sono tristi e questo in particolar modo perché ci siamo divertiti molto insieme! Invece ora Simone e Lisa, Lisa e Simone…! Abbracci e baci e un auto risciò se li porta via mentre noi vogliamo cercare un supermercato. Giriamo l’intera giornata, ci mandano da un quartiere all’altro, da un negozio all’altro ma è proprio il concetto di supermercato che non esiste…insomma ne troviamo uno paragonabile alla nostra botteghina e ci accontentiamo. Compriamo un po’ di cosine e ceniamo in albergo.

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2 Dicembre 2013

Prima di andar via da Varanasi vogliamo comprare un motorino di seconda mano per girare più facilmente e comodamente per l’India così iniziamo a girare per la città chiedendo e vedendo.

3 Dicembre 2013

L’impresa sembra ardua ci diamo di tempo ancora un giorno e poi via!

4 Dicembre 2013

Ultimo giorno di ricerca. Niente da fare….ci rassegniamo al treno, domani si parte!

5 Dicembre 2013

Lasciamo Varanasi e ci dirigiamo verso Bodh Gaya, la località più sacra per i buddisti di tutto il mondo perché è il luogo dove il Buddha raggiunse l’illuminazione sotto il sacro albero Bodhi Tree. Troviamo un carinissimo albergo in un villaggio a 2 km dal centro…il più bello fin’ora incontrato e pulitissimo. Il gestore ci spiega che parte della tariffa andrà ad una scuola e che loro sono un’associazione che lavora per il micro credito, scambi culturali, coltivazioni organiche, facilitazione allo studio e che i fondatori dell’associazione sono due francesi. La sera raggiungiamo il luogo sacro, l’atmosfera è bellissima e a dare un senso più mistico è la presenza di tutte le comunità di buddisti dell’Asia presenti per un convegno importante. Ci fermiamo sotto il famoso albero di Buddha e contempliamo quest’armoniosa atmosfera di etnie. La sera ci fermiamo a chiacchiera con i gestori dell’hotel di uno dei problemi che affligge l’India ossia le multinazionali dei semi ogm che stanno uccidendo la piccola coltivazione e inaridendo i terreni avvelenando i decompositori con pesticidi chimici sempre più forti.

16 bodh gaya

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6 Dicembre 2013

Svegliati dolcemente dal muggito di una mucca, lasciamo il fantastico hotel, visitiamo alcuni templi buddisti  e ci dirigiamo a Rajgir. Arriviamo verso sera e con grande meraviglia scopriamo che qui l’acqua calda non c’è…nessun hotel ne è provvisto! Cerchiamo un albergo decente (non è stato facile!) e ci facciamo un giretto nella polverosa cittadina. La sera c’è festa tra matrimoni, giainisti e una disco – mobile che va in giro per le strade con musica alta e dietro un gruppetto di ragazzini che ballano!

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7 Dicembre 2013

In giro per Rajgir. Prima visitiamo l’università buddista di Nalada che fu un tempo il più prestigioso centro culturale di tutta l’Asia. Fondata nel V secolo fu una delle più antiche università al mondo. Poi ci dirigiamo verso le sorgenti termali, la cosa ci attira ma una frase della guida ci lascia un attimo in dubbio. “calde acque torbide di colore grigio”…..???! Effettivamente sono torbide ma la guida è stata gentilissima….piscine colme di gente che si lavavano con bagnoschiuma e lavavano i propri panni lasciando immondizia ovunque…e orinando ovunque…diciamo che ci ha lasciato un po’ così! In fine, salendo con una seggiovia, visitiamo uno stupa buddista sopra una collina e due grotte molto amate e frequentate da Buddha e proprio su questo monte pronunciò due dei suoi sermoni più famosi.

20 nalanda

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22 rajgir

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8 Dicembre 2013

Lasciamo il polveroso paesino e prendiamo un bus che ci porta a Patna, la capitale della regione del Bihar dove fra qualche giorno ci aspetta un treno per i confine con il Nepal. La sera visitiamo l’enorme Golghar, una cupola gigante fatta costruire come granaio comune ma mai utilizzata e salendo fino a sopra si riesce ad avere un panorama di tutta la città….quando non è circondata dalla foschia! Ritornando in albergo passiamo per il parco dedicato a Gandhi con una sua enorme statua. Ora, l’idea di parco indiano non ha nulla a che vedere con la nostra idea di parco o meglio quello che loro definiscono parco è una distesa di terra e scarsa erbetta dove entrare con i motorini buttare immondizia e urinare liberamente il tutto senza un albero sotto cui ripararsi. Ma la statua è molto bella e domina tutto il parco. La sera assistiamo alla cerimonia di fidanzamento per interesse ossia sono le famiglie che decidono chi sposa chi, cosa che in India succede per quasi il 90%.

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9 Dicembre 2013

Prendiamo un autorisciò e ci dirigiamo alla più grande fiera d’asia: la Sonepur Mela dove speriamo di vedere compratori di cammelli ed elefanti. La fiera è immensa e stracolma di gente ma niente elefanti perché ci sono stati la settimana. Le due cose più interessanti sono… lo spettacolo delle moto in verticale e gli stand degli spettacoli con le signorine in un Paese come l’india dove la libertà sessuale è abbastanza un tabù e i rapporti pre matrimoniali inesistenti. Nel tornare a patna ci fermiamo in un’altra fiera, quella dell’artigianato dove si espongono tessuti e manufatti del nord india.

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10 Dicembre 2013

Questa sera treno, ma per sicurezza andiamo in stazione per chiedere meglio gli orari….ma quando arriviamo ecco la super notizia:treno annullato! E ora? Insomma mobilitiamo tutto e tutti e alla fine, dentro gli uffici della direzione ferroviaria, riusciamo a trovare due posticini su un altro treno. Abbiamo tempo fino a questa sera così ci giriamo patna tra i suoi vicoletti, la biblioteca orientale con una piccola esposizione di reperti islamici e il museo dedicato a Gandhi e la rivoluzione indiana.

11 Dicembre 2013

Dopo una nottata e una mattinata in treno arriviamo a Siliguri e da qui prendiamo una jeep che ci porta fino a 1.770 m di altitudine in un piccolo e grazioso paesino di nome Mirik…..qui fa freddo, moooolto freddo e senza riscaldamento o caminetto o borsa dell’acqua calda ci mettiamo su qualsiasi maglia e pantalone per dormire un po’ al calduccio. I visi cambiano, i lineamenti sono asiatici o meglio nepalesi e infatti si parla nepalese e si mangia nepalese…ottima cucina senza il solito piccante!

1 siliguri

12 Dicembre 2013

Con il sole che ci riscalda dalla fredda notte ci facciamo una passeggiata per la periferia fatta di villaggi, campi infiniti di te e uno strano silenzio poco indiano!

2 mirik

3 mirik

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13 Dicembre 2013

Da Mirik ci spostiamo in jeep per salire a 2.135 m. e arrivare a Darjeeling al confine tra il Nepal e il Sikkim ai piedi della grande catena dell’Himalaya. Anche qui fa moooolto freddo e anche qui il caminetto non c’è!

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14 Dicembre 2013

Ci svegliamo all’alba per vedere l’Himalaya ma intorno c’è tutta nebbia, ci rimetiamo a letto. A causa della stagione fredda i trekking sono sconsigliati anche perché la visibilità è scarsa così ci facciamo un giro per il paesino in completo stile british un tempo insediamento britannico per le piantagioni di te. Visitiamo il terribile Giardino botanico, il polveroso museo naturalistico, l’Observatory Hill (collina al centro dl paese con un tempio buddista-induista) e verso sera facciamo tappa al centro rifugiati tibetani dove alloggia una comunità di tibetani che si auto finanzia con le attività di artigianato portando avanti la causa tibetana contro il governo cinese.

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15 Dicembre 2013

Di nuovo sveglia all’alba e questa volta il cielo è sereno e nitido così andiamo fino all’Observatory hills da dove si scorge nella completa sua bellezza e imponenza la catena himalayana con la sua vetta più alta visibile Khangchendzonga di 8.598! Il giorno visitiamo il tempio tibetano Bhutia Busty Gompa e ci gustiamo un tè al tramonto sulla terrazza di una caffetteria coloniale. Per cena pasto nepalese con tanto di brodino per riscaldarci dal freddo gelido!

10 himalaya

11 darjeeling

12 darjeeling

13 darjeeling

16 Dicembre 2013

Partenza da Darjiiling con il fantastico Toy Train (treno giocattolo) divenuto patrimonio dell’unesco che, con il suo procedere a passo d’uomo se non a passo di formica, scende a valle scoprendo panorami bellissimi….ma dopo un po’ la lentezza stanca così prendiamo una jeep e in breve siamo a Siliguri e poi treno notturno per Kolkata dalla stazione di New Jalpaiguri

1 himalaya da darjeeling

2 himalaya da darjeeling

3 toy train darjeeling

17 Dicembre 2013

Siamo a Kolkata (Calcutta) e la nostra missione è quella di trovare una vespa per scendere verso il sud dell’India senza più prendere treni e bus ma solo gironzolare dove e come vogliamo noi! Giriamo per un po’ e chiediamo in giro, cerchiamo alcuni quartieri che ci hanno consigliato dove vendono moto usate ma alla fine della giornata è un ragazzo mussulmano venditore di vernici che ci vende la sua bellissima vespa del ’97 tenuta in perfettissima forma! Non ci possiamo credere…abbiamo un mezzo tutto nostro!!!

4 kolkata

5 new market kolkata

18 Dicembre 2013

Ultimo giorno a Kolkata, domani si parte. Visitiamo la casa e la tomba di Madre Teresa di Calcutta e rimaniamo impressionati ed emozionati dalla semplicità ed umiltà del posto poi visitiamo un parco di antiche tombe britanniche, il caotico Templio Kali, il mercato della frutta e la zona vecchia con il  Victoria Memorial.

6 tomba madre teresa di calcutta

8 park street cemetery kolkata

9 fruit market kolkata

10 victoria memorial kolkata

19 Dicembre 2013

Si parteeeee!!! Zaini legati al porta pacchi, caschi in testa pieno alla vespetta battezzata Pindù e via come delle lente tartarughe…. mica si può correre… ne il mezzo ne la strada super caotica lo permette! In india molti non hanno la patente e le regole stradali non esistono…se le inventano di volta in volta in base alla necessità personale, così andiamo pian pianino! Fino ad arrivare a Balasore, verso sud dove stanchi ci addormentiamo alle 9 di sera!

11 vespa india

20 Dicembre 2013

Riprendiamo la strada ma facciamo pochi chilometri quando pindù leggermente sbanda, ci fermiamo e….la gomma della ruota di dietro è scoppiata…era del ’97!!! Fortuna vuole che siamo a 50 m da un gommista così in un oretta ripartiamo con una gomma nuovissima e attraversiamo la zona verde di Chandbali fino a quando arriva la sera e rimaniamo a dormire da un simpatico ragazzo a Jagatsinghpur, siamo i secondi stranieri che si fermano a dormire, nella storia della sua guest house!

12 vespa india

13  casa rurale india

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21 Dicembre 2013

In mattinata raggiungiamo Bhubaneswar la a capitale della regione dell’Orissa dove visitiamo le antichissime grotte giainiste di khandagiri e Udayagiri e i templi induisti del VII secolo che spuntano tra una casa e l’altra nel centro della città vecchia di Bhubaneswar (Lingaraj mandir) e in serata raggiungiamo una delle più famose mete di mare per gli indiani: Puri.

19 puri

15 udaigiri

16 khandagiri cave

17 khandagiri cave

18 bhubaneswar

22 Dicembre 2013

Ci facciamo la prima giornata di mare ma senza bagnetto per le forti correnti dell’oceano. Puri è piena di turisti indiani in vacanza per il periodo natalizio, nel pomeriggio terdi visitiamo il Sun temple a Konark. La sera ci facciamo una passeggiata lungo mare ma la spiaggia è completamente colma di gente, luci, bancarelle e spazzatura,  rimaniamo un po’ allibiti e un po’ increduli ma questa è l’India, splendidamente caotica in ogni sua parte!

20 puri

21 sun temple konak

23 Dicembre 2013

Puri non ci piace, troppa gente e troppo sporca così scappiamo con Pindù e ci dirigiamo verso un’altra meta di mare più tranquilla: Gopalpur on Sea. Per raggiungerla attraversiamo il lago di Chilika in barca e ci inoltriamo tra le stradine e i villaggi che circondano il lago salmastro. I paesaggi sono bellissimi i locali ricoprono le strade di paglia e la gente saluta divertita nel vedere due faccie bianche su una vespa caricata all’infinito. La sera raggiungiamo Gopalpur on Sea….decisamente più tranquilla!

22 chilika lake

23 chilika lake

24 chilika lake

24 Dicembre 2013

Scopriamo che due mesi fa un brutto ciclone si è abbattuto su questa zone e molte strutture e collegamenti elettrici sono stati rovinati e il paesino si sta piano piano riprendendo. Ci facciamo una passeggiata lungo mare e diamo una mano ai pescatori che ritirano le reti pesanti dall’oceano. La sera andiamo alla città più vicina per fare un po’ di spesa e cambiare la ruota davanti, essendo anche lei del ’97 preveniamo una ipotetica rottura! La sera andiamo nella piccola chiesa di Saint Vincent per la messa di natale in indiano.

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26 gopalpur on see

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25 Dicembre 2013

Buon Natale! Babbo Natale non è venuto ma ci regaliamo natale al caldo sotto il sole!!! La spiaggia è stracolma…una marea di gente che è venuta a fare il pic nic di Natale con tanto di bus organizzati.

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26 Dicembre 2013

Lasciamo Gopalpur on Sea e ci inoltriamo nell’orissa più selvaggia e verde prendendo una strada che ci porta tra le colline e i villaggi più remoti. Passiamo per Taptapani dove c’è una piccola sorgente d’acqua calda resa inaccessibile perché sacra e poi via verso i villaggi e le donne dagli orecchini d’oro al naso e le tette al vento! La strada è abbastanza messa male e una buca di più ci fa bucare la ruota di dietro…noooo…in mezzo al nulla! Mettiamo la ruota di scorta e ci facciamo 20 km nella speranza che regga e poi il primo gommista che ce la ripara. A ruote siamo proprio sfortunati! Poi, per aggiungere brivido al percorso, troviamo un ponte rotto…che si fa? Ci dicono che c’è la barca che trasporta persone e mezzi, la prendiamo ma a metà percorso la barca si ferma, ci fanno segno che dobbiamo scendere nel mezzo…l’altra parte del fiume, essendo l’acqua troppo bassa, la si fa a piedi…povero Pindù con le ruote in acqua e tre persone che lo spingono!Riprendiamo la strada e finalmente in serata raggiungiamo Rayagada.

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27 Dicembre 2013

Da Rayagada ripartiamo nella speranza di una giornata più tranquilla. Oggi lasciamo l’Orissa ed entriamo nella regione del Chhattisgarh passando per Koraput e i villaggi tribali della zona. I paesaggi sono spettacolari e la natura assolutamente incantevole! In serata arriviamo a Jagdalpur dove dovremmo rimanere per qualche giorno e vistare i mercati tribali della zona. Nel nostro albergo ci sono lo sposo e gli invitati al matrimonio che fanno una specie di corteo musicale dall’albergo fino al posto dove avverrà la cerimonia…da bravi imbucati riusciamo a farci invitare e assistere ad un matrimonio indiano! La parte più diverte è stato il corteo musicale con danze e musica booliwodiana…per il resto siamo più bravi noi a divertirci!

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28 Dicembre 2013

Questa mattina ci alziamo con calma, oggi è giorno di cazzeggio per riposarci e soprattutto far riposare i nostri sederi. Prendiamo informazioni dal personale, disponibilissimo, dell’albergo su cosa vedere e quali villaggi e mercati sono i più interessanti da visitare per poter conoscere le tribù locali. Scopriamo che il periodo non è dei migliori per addentrarsi nei villaggi remoti a causa dei contrasti che ci sono tra maoisti e governo tanto che si sentono storie di stranieri sequestrati con richiesta di riscatto. Infine ci consigliano i villaggi intorno alla città. Prese le informazioni ci dirigiamo al mercato e visitiamo un pò la città.

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29 dicembre 2013

Oggi è domenica e qui in città c’è il grande mercato tribali dove le tribù di tutti i villaggi limitrofi arrivano per vendere prodotti di artigianato, frutta e verdura dei loro campi. Il mercato è coloratissimo di spezie, verdure e donne con orecchini conici d’oro al naso e bracciali pesantissimi d’argento alle caviglie. Si vendono persino grovigli di formiche servite in foglie di banana come snack…ma noi non apprezziamo! Per pranzo raggiungiamo le cascate più grandi dell’India che in periodo non monsonico hanno una piccola portata, e noi siamo in periodo non monsonico, uffa! E sulla via del ritorno visitiamo un altro mercato più piccolo ma famoso per la lotta dei galli. Centinaia di uomini formano un’arena al cui centro ci sono galli che combattono fino alla morte per divertire ubriachi scommettitori. Un tizio ci prende, purtroppo, in simpatia e ci fa largo tra la folla per regalarci i posti migliori per vedere i combattimenti. Nell’arena ci sono galli agonizzanti da un lato, pozze di sangue un po’ ovunque e galli che lottano inconsapevoli del terribile destino. Fuori dell’arena, le donne vendono il famoso vino locale….e non è il montepulciano!

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30 Dicembre 2013

Gita fuori porta: Grotte + cascate nel Parco Nazionale di Kanger Valley. L’esperienza delle grotte in India ci mancava: centinaia di persone urlanti e fischiettanti che entrano in una piccolissima fessura per attraversare tutta la grotta chiacchierando e toccando ogni stalagmite e stalattite possibile per poi arrivare alla fine e trovare l’immancabile statua sacra per pregare. Ma noi 50 anni fa eravamo identici! La strada per arrivare alle grotte è dentro la foresta ma per noi in motorino diventa un incubo perché le sfreccianti macchine ci ricoprono completamente di polvere non curanti di decelerare. Dalle grotte ci spostiamo alle cascate, meno grandi di quelle di ieri, ma sicuramente più belle nel complesso.

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31 Dicembre 2013

Grande impresa. Attraversare la strada più brutta e malmessa di tutta l’India cercando di non rompere Pindù! Il primo pezzo è bellissimo in mezzo alla foresta, poi….100 km di strada rovinatissima, tra buche profonde come noi, camion super caricati che sembravano caderci addosso, sassi giganti in mezzo alla strada…insomma riusciamo ad uscirne vivi. Ci rimettiamo solo il filo della frizione che riusciamo ad aggiustarlo nel giro di 10 minuti al costo di 30 centesimi. Salutiamo la regione del Chhattisgarh ed entriamo in Andhra Pradesh, ahhhhhh qui le strade sono super bellissime e finalmente schiena e sedere si riposano. Arriviamo ad una piccola ma carissima città dal nome impronunciabile di Bhadrachalam dove tutti si stanno preparando a salutare il nuovo anno. Le bancarelle sono piene di polvere colorata per decorare, con disegni floreali, l’ingresso delle case e dare così il benvenuto al nuovo anno che entra in ogni casa. Aspettiamo la mezzanotte con la famiglia dell’hotel. Tutti ci dicono che dopo la mezzanotte iniziano feste e danze….eccoci sta per entrare il nuovo… si spengono e si accendono tutte le luci della città…è arrivato il nuovo anno tutti nel quartiere si scambiano gli auguri, si mangia la torta di capodanno, due spari e poi tutti a nanna! Ma come? E le feste e le danze? E’ tutta una bugia, la città brava va a dormire e per strada girano solo “i giovanotti ubriachi a far danno”. Ci beviamo (di nascosto perché non si può!) un pessimo bicchiere di vino rosso per brindare e poi BUON 2014 a tutti voi!

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1 Gennaio 2014

Salutiamo la fantastica famiglia dell’hotel e ci prepariamo ai nostri 300 km per raggiungere in serata  Hyderabad….5 milioni di abitanti. E tutti questi abitanti si fanno subito sentire non appena entrati nella periferia e assorbiti dal tragico traffico dell’orario di punta di uscita dal lavoro. Noooo. Dopo due ore di folle traffico e aereosol da tubo di scappamento, riusciamo a raggiungere il centro e trovare un hotel per la notte.

2 gennaio 2014

La mattina visitiamo il Fort nella periferia della città. L’immenso edificio storico è potenzialmente bello ma il tutto si perde nel disfacimento e nella mancanza di opere di ristrutturazione. Nel pomeriggio ci giriamo la carina città vecchia e assaggiamo la tradizionale focaccia bianca che ci fa ricordare la nostra pizza bianca….mmmmm!

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3 Gennaio 2014

Le grandi città non ci fanno impazzire e un giorno basta e avanza così procediamo verso sud lungo la grande super strada che collega il sud al nord. Lungo la rotta ci perdiamo tra i panorami aridi e le colline rocciose tanto da non contare i km e rimane senza benzina! Fortuna che il nostro caro Pindù ha pensato bene di fermarsi davanti ad un ristorante a mezzogiorno a 500m da un benzinaio…..meno male che c’è Pindù! Facciamo rifornimento di cibo e benzina e ci rimettiamo su strada. I km da fare sono tanti e arriva sera e non ancora troviamo un posto per dormire, le città che attraversiamo sono piccole e nessuno ha strutture ricettive o cose simili. Dopo 410 km alle 8 di sera a Penukonda troviamo finalmente dove dormire ….siamo a pochi km da Bangalore, siamo arrivati a sud!

4 Gennaio 2014

Destinazione Mysore, i km da fare oggi sono pochi e ce la prendiamo con comodo. Lungo la strada ci fermiamo a chiacchierare con degli induisti che stanno andando in pellegrinaggio in bici in Kerala pedalando per 600km. Poi passiamo la città natale del famoso Sai Baba, Puttaparthi e visitiamo la città di Lepakshi dove si trova il tempio di Veerbhandra, uno dei più belli visitati finora e dove sono ancora visibili i dipinti che raccontano il matrimonio di Shiva, il dio induista. Nel pomeriggio attraversiamo la cosmopolita Bangalore per arrivare in serata a Mysore dove, fino a pochi giorni fa, viveva l’ultimo maharaja.

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5 Gennaio 2014

Mysore è una importante città storica che, a differenza di molte altre, non è caotica e piena di traffico; è piacevole da visitare ed offre parecchi musei e palazzi interessanti. Ci giriamo la chiesa di Santa Filomena, Indira Gandhi Rashtriya Manav Sangrahalaya, Devaraja market con  tanto di degustazione di mango  e jack fruit e in fine visitiamo il bellissimo palazzo dell’ultimo maharaja: di una bellezza unica per non parlare dell’illuminazione notturna che regala atmosfere magiche e fiabesche.

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6 Gennaio 2014

Prima di lasciare la città ci concediamo un giorno per girarci i palazzi nobili intorno, nella periferia. Così visitiamo un’ antica moschea a Srirangapatnam, il palazzo Gumbaz, dove  Tipu( maharaja di Mysore è seppellito) e infine il museo jayalakshmi vilas complex all’interno dell’università che racchiude collezioni etnografiche di elevato interesse culturale.

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7 Gennaio 2014

Partenza da Mysore per il  Perco Nazionale di Nagharole, ritentiamo l’avvistamento tigre! Appena arriviamo le regole sono chiare: non si entra ne con il motorino ne con autorisciò. Il pericolo di assalti da animali selvatici è elevato e nessuno può attraversare il Parco se non automunito. Proviamo in tutti i modi ad entrare ma niente da fare. Nessuno entra a due ruote….figuriamo anche il “local” non può! Le possibilità di dormire nel parco sono scarse e costose. Non ci rimane che dormire nel limitrofo paese di Hunsur e aspettare domani per guardare negli occhi la tigre indiana!

8 Gennaio 2014

Indiana Jones e consorte sono pronti: binocolo…c’è! Macchina fotografica…c’è! Bistecca per la tigre…in india non si trova, non c’è! Ok, prendiamo un autobus locale che ci porterà all’interno del Parco. Arrivati lì dobbiamo aspettare 4 ore per il turno del pomeriggio e ci è severamente vietato allontanarci a piedi dall’area sorvegliata…la tigre è in agguato. Per passare il tempo ci aggiriamo in quel po’ di spazio consentito e, dopo il passaggio di un gigante serpente, facciamo amicizia con una famiglia che soggiorna lì da una settimana senza però vedere la tigre. Arriva l’ora X. Il mezzo di trasporto è un pulmino della scuola rumoroso e poco camouflage con i vetri tutti impolverati. Mmmmm, si sente puzza di sola! Durante la stravagante escursione riusciamo a scorgere una famiglia di elefanti, tanti cervi ma nessuna tigre. Forse eravamo troppo rumorosi? Fatto è che un mese fa una guida del Parco era stata assalita e uccisa da una tigre…quindi ci sono…ma dove?

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9 Gennaio 2014

Partiamo da Hunsur con l’obbiettivo di raggiungere la regione del Kerala e dormire nel distretto di Waynard. Lungo il percorso attraversiamo la foresta del Nagharole, la parte accessibile alle due ruote, per inoltrarci poi in spettacolari campi di caffè. Tra la visione di chicchi di caffè e l’odore di caffè lasciato a seccare ci viene voglia di caffè….ci fermiamo ad una pasticceria di un paesino e chiediamo del caffè locale…non c’è l’hanno ma subito si danno da fare e lo vanno a comprare al negozietto a fianco. Vista la tanta gentilezza noi cacciamo il nostro jolly: la macchinetta del caffè e mostriamo a tutti come noi italiani di solito prepariamo e beviamo il loro caffè. Riprendiamo la panoramica strada tra campi di caffè e ville coloniali fino ad imbatterci ad un “coffee camp”…il nostro viaggio si interrompe: abbiamo trovato la casetta dei nostri sogni! Una specie di agriturismo tra le piante di caffè con dei bravissimi proprietari che ci fanno un prezzo abbordabilissimo. La serata la passiamo con loro in uno scambio culinario tagliatelle al sugo versus pollo arrosto al miele!

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10 Gennaio 2014

Ci svegliamo con ancora il buon sapore delle tagliatelle….iniziano a mancare i sapori famigliari! I villaggi intorno a noi sono tutti chiusi per via dell’assassinio di un esponente politico della regione; la polizia ha ordinato a tutti di rimanere a casa per meglio condurre le ricerche dell’assassinio. Per noi procacciatori di cibo è una pessima notizia, riusciamo a racimolare 3 banane e un sacchetto di orribili ceci secchi con qualcosa di fucsia messo a sopra ma ci dobbiamo accontentare e andiamo a goderci la giornata nella Riserva Naturale di Brahmagiri dove il fiume che la percorre crea una bellissima cascata.

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 11 Gennaio 2014

Con Pindù ci giriamo tutta la zona che ci circonda tra colline verdi di caffè e tè, tra foreste e fiumi e incantevoli paesaggi di questa regione che sembra lontana anni luce dalle caotiche città indiane. Al rientro, la sera, partecipiamo al ritorno dei raccoglitori di caffè, la pesa dei sacchi e lo sparpagliamento dei chicchi di caffè per terra per essere seccati. Dopo cena super festa con i proprietari dell’estate finendo per ascoltare musiche del coorg, la loro regione, che si rifanno a ritmi curdi, e la nostra tarantella con tanto di passi di danza!

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12 Gennaio 2014

Salutiamo i nostri cari amici e la stupenda casa nel caffè. Che peccato non potersi più risvegliare con l’odore del caffè fresco che circonda tutta la zona. La direzione sono i Gathi tra il Kerala e il Tamil Nadu. I Gathi sono catene montuose che tagliano tutto il sud dell’india in due zone: ad est il Tamil Nadu e a ovest il Kerala. Attraversiamo la zona di Wayanad e ci fermiamo per  visitare le grotte di Edakal che custodiscono antiche scritture in bassorilievo che risalgono a 3.000 anni fa. Passiamo la notte nella città di Sultanbatheri.

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13 Gennaio 2014

Partenza per Ooty, una delle principali stazioni collinari di thè e caffè famosa durante la colonia inglese. La strada si immerge in folte foreste tra altissimi alberi e bamboo che formano degli archi sopra di noi. Poi da lontano avvistiamo degli elefanti in natura, liberi. La sera prima avevamo visto un documentario della national geographic che li metteva tra i 5 animali più pericolsi al mondo. Subito accostiamo e iniziamo a fotografarli. Con noi si sono fermati altri motorini per aspettare che gli elefanti attraversino la strada e scompaiano nella foresta…la precedenza, ovviamente, è loro! Sono in totale 3 e due di loro attraversano mentre l’altro, beatamente, mangia. Il tizio sul motorino ci fa segno che possiamo passare ma facendo molta attenzione. Ripartiamo e nel mentre ci troviamo faccia a faccia a distanza di 4 metri dai due elefanti che avevano attraversato, uno di loro si gira e correndo punta Pindù!!! E’ inutile nascondere che ce la siamo fatta sotto…tra bagagli e noi sopra non andavamo velocissimi! Per fortuna l’elefante non ci ha voluto caricare sul serio….ce l’avrebbe fatta, forse voleva solo spaventarci e ci è ben riuscito. Passata l’adrenalina, lungo la strada incontriamo cervi, scoiattoli, elefanti (ma a debita distanza!) fino ad arrivare agli ultimi 20 km prima di Ooty. Ora non ci resta che percorrerli in 30 curve a gomito con una pendenza del 50/60%? Pazzesco! Pindù inizia  a perdere colpi e ad ogni curva ci dobbiamo fermare per farlo riposare fino alle ultime dove Lisa se le fa a piedi. Ormai Pindù è sfinito e caccia fumo nero…non ci abbandonare! Appena arrivati poggiamo il motorino e ci danno la fantastica notizia che una tigre, 4 giorni prima aveva aggredito e ucciso 3 persone a soli 7 km da qui ed era fuggita. Dopo l’elefante…la tigre! Questa natura selvaggia è un po’ troppo selvaggia!!! Verso sera ci facciamo una passeggiata per la città ed il piccolo lago vicino.

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14 gennaio 2014

Intorno ad Ooty ci sono molti villaggi di antiche etnie e non molto distante c’è un interessante museo che però non riusciamo a visitare perché chiuso per ferie. A prendere la stessa fregatura è una coppia indiana esperta di etnie e cultura indiana. Nel mentre siamo tutti lì davanti al museo ci lasciamo distrarre dal suono di tamburi….è una cerimonia di un villaggio lì vicino. Insieme all’altra coppia raggiungiamo il villaggio e, grazie alla calorosa accoglienza degli abitanti, ci invitano a rimanere alla cerimonia e alle spettacolari danze delle donne più anziane. Alla fine di tutto i ragazzi ci invitano a tornare per il giorno dopo e passare una notte con loro…perché no!

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15 Gennaio 2014

La mattina ce ne andiamo in giro per le verdi colline di thè e fatta sera compriamo una torta e ci dirigiamo verso il villaggio. Troviamo tutti i ragazzi ad aspettarci con impazienza e non facciamo in tempo a scendere dal motorino che subito ci fanno fare il giro del villaggio e di tutte le case e ad ogni casa prendiamo una tazza di caffè. Ci portano a visitare il tempio e infine doniamo la torta alla donna più anziana del villaggio che è anche il capo villaggio. Mangiamo qua e là, ci portano da una parte e l’altra insomma siamo un bel divertimento per loro e arrivate le 9 di sera tutti a nanna. Che giornata stupenda! Essere entrati nelle case di questo villaggio, nel loro modo di vivere così a stretto contatto tutti con tutti e dove il rispetto delle donne, del loro volere  è una delle priorità ci fa pensare che l’india spesso è un luogo comune e che invece pulizia e rispetto sono le basi della quotidianità.

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16 Gennaio 2014

E’ l’alba e tutti i ragazzi ci vengono a svegliare, ci preparano il caffè e ci chiedono di accompagnarli a scuola…vogliono che vediamo la loro scuola e conosciamo i loro amici. Dopo questa bellissima esperienza non ci resta che partire verso il Kerala, lasciare le montagne e dirigerci verso il mare e il caldo. La strada è bellissima e attraversa diversi Parchi Nazionale e foreste pluviali. Il Parco Nazionale di Silent Valley ci offre paesaggi sublimi ma per fortuna nessun incontro faccia a faccia! In serata raggiungiamo Guruvayur dove c’è una grandissima festa nel tempio a cui non ci è consentito entrare perché non indiani e non induisti.

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17 Gennaio 2014

Di buon ora ci alziamo e partiamo alla volta del mare. Finalmente, dopo chilometri e chilometri incontreremo il mare! Lungo le strade della città sfilano santi e santoni induisti con maschere tribali e musica. Ma non finisce qui…..tutto il Kerala è in festa quindi siamo costretti a fermarci più volte e prendere improbabili stradine secondarie perché tutto è bloccato. Dopo varie peripezie stradali ecco l’oceano, raggiungiamo Vypeen Island e ci tuffiamo in un acqua marroncina. Non ci facciamo troppi problemi, in fondo da noi non è poi così migliore! In serata raggiungiamo l’occidentalizzata Kochi non prima di attraversare il punto esatto in cui l’apostolo Tommaso sbarcò in India.

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18 Gennaio 2014

Ci troviamo una piccola spiaggia vicino a delle casette di pescatori e ci rigeneriamo tra mare e sole con la vista, in lontananza di un piccolo gruppo di delfini che nuotano lungo costa. Verso sera andiamo a conoscere la città. Ex colonia portoghese, Kochi ha un’architettura europea ben lontana dalle città indiane con un bellissimo quartiere delle spezie dove il profumo inebriante di cannella, curry, e peperoncino ci riportano ad antiche atmosfere di rotte commerciali.

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19 Gennaio 2014

Ultimo giorno a Kochi, mare e teatro. In Kerala è famoso un tipo di teatro basato sulla mimica facciale e del corpo. La prima parte dello spettacolo è incentrata sul trucco facciale che va ad esaltare occhi, bocca e sopracciglia fondamentali per la comunicazione mimica. La seconda parte spiega il significato di ogni singolo movimento del corpo e soprattutto mani e viso, mentre la terza fase è muta tra musica e danze dove da scena è il corpo stesso dei personaggi che raccontano la storia. Sicuramente ciò che colpisce di più è l’incredibile movimento degli occhi!

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20 Gennaio 2014

Ci rimettiamo sopra Pindù alla volta del backwaters: c’è una zona del Kerala di acque interne a pochi passi dalla costa fatta isolotti verdi abitati da piccoli villaggi dove è possibile navigare con delle vecchie imbarcazioni indiane ristrutturate in modo da diventare piccoli alberghi galleggianti. Arriviamo ad Allepey per chedere i costi di queste mini crocere…..effettivamente sono un po’ costose per noi e poi noi siamo moto muniti…certo Pindù non si trasforma in barca all’occorrenza ma in compenso riusciamo ponte ponte a farci comunque una piccola escursione in alcuni isolotti e a fortuna troviamo un albergo lungo uno dei canali e decidiamo di fermarci per la notte. Sceso il sole, l’atmosfera e bellissima. Siamo solo noi, il silenzio e le stelle.

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21 Gennaio 2014

Di nuovo in marcia, sempre più a sud costeggiando l’oceano indiano fino ad arrivare a Varkala, una delle più frequentate spiagge del Kerala e subito siamo in acqua….che corrente! Abituati al nostro mare Adriatico qui dobbiamo fare un po’ più attenzione.

22 Gennaio 2014

Come guerrieri contro il male oscuro file di uomini in battaglia si schierano aspettando l’ONDA! Ecco questa è grande, no…non va bene….no ecco quella super grande, oddio è gigante ora si che mi rompo le ossa…..wow che figo ancora! E così dalla mattina alla sera a Varkala si fa questo: si aspetta e si combatte l’onda assassina fino a che non arriva il tramonto e allora tutti in spiaggia a guardare il sole che va via chi in posizione yoga all’ultimo grido, chi in assetto quasi trans, chi come a contemplare l’infinito amore cosmico….insomma dando ciascuno del proprio meglio si aspetta il sole e poi tutti a bere e a mangiare per i vari locali sopra il promontorio della spiaggia.

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23 Gennaio 2014

Iniziamo la ricerca di un eventuale compratore di Pindù….il cuore non vuole abbandonarlo, quasi quasi ce lo riportiamo in Italia….no costa troppo. Fra un paio di settimane voleremo nelle isole Andamane e lì pindù non ce lo possiamo portare. Iniziamo a chiedere in giro e a far spargere la voce tra i turisti e attendiamo. Tutte le mattine prima di andare in spiaggia facciamo un salto in città per visitare fisso una pasticceria he ha dei dolci e delle tartine rustiche niente male. Poi in spiaggia, onde, passeggiate e incontriamo sempre il gruppetto degli italiani over 50 che da trenta lunghi anni svernano qui tra caldo ed erba…ma ai loro tempi qui era un paradiso: solo cocco e pescatori…a si certo ed erba. Ma era tutta un’altra storia, insomma un paradiso. C’è persino il signore che da piccolo faceva il bambino della plasmon! E chiacchierando ci dicono che c’è un italiano che fa della pizza moooolto buona. La sera passiamo in pizzeria per chiedere se l’italiano fosse interessato a Pindù. Lui simpaticissimo, ci offre la pizza e dopo aver parlato per ore e ore alla velocità del sole da bravo veneto decide di darci una mano a cercare un compratore. Nel frattempo qualcuno si fa vivo via mail: un francese che vuole risalire verso Delhi in moto.

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24 Gennaio 2014

Tappa fissa alla pasticceria, chiacchieratina con il nostro amico pizzaiolo, mare, tramonto e poi ottime notizie: pare che il francese voglia Pindù! Domani ci sarà la consegna.

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25 Gennaio 2014

Grande triste e duro giorno. Ci svegliamo con il magone….non sarà facile vendere Pindù e lasciare che qualcun altro lo guidi. Ci facciamo una bella passeggiata in motorino e nel tardo pomeriggio consegnamo Pindù. Il francese lo prova…all’inizio non ci sa tanto andare….piano così gli fai maleee!!!…poi prende la mano e, consegnatoci i soldi, si dissolve con Pindù sotto il sedere. Addio Pindù e grazie di tutto! Tristi, tristi ci consoliamo con una pizza dal veneto Alberto!

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26 Gennaio 2014

Con o senza Pindù il nostro viaggio deve continuare e dobbiamo toccare la punta più a sud dell’India: kanyakumari. Ci noleggiamo un motorino e partiamo. Arriviamo alla punta che è il tramonto e il sole saluta i tre mari che si incontrano: il mar Arabo, l’oceano indiano e il mare delle Andamane. La sera grande festa del tempio con bancarelle e musica.

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27 Gennaio 2014

Visitiamo il Gandhi Memorial costruito nel punto in cui vennero cosparse le sue ceneri a mare. Salutiamo l’estrema punta sud dell’India e orniamo indietro lungo una spettacolare stradina che costeggia il mare  selvaggio e piccoli villaggi di pescatori. Zone per fortuna integre e preservate dal turismo occidentale che tutto trasforma e omologa. Ci fermiamo la sera a Kovalam, altra città famosa per il mare e le cure ayurvediche a base di erbe naturali.

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28 Gennaio 2014

Bagno al mare e visita alla capitale del Kerala: Trivandrum, dove riusciamo a trovare al mercato i primi mango della stagione ahhhh che bontà! Visitiamo il museo e approfittiamo dei saldi per rifarci il guardaroba in Italia.

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29 Gennaio 2014

Ultimo bagno a Kovalam e rientro in serata a Varkala ma lungo la via riusciamo a fare un affarone di quelli imperdibili: un intero jack fruit ad un prezzo onestissimo. La sera andiamo a sentire un nostro amico che suona in uno dei locali di Varkala.

30 Gennaio 2014

Altri due giorni di mare e poi si va dall’altra parte della costa, ad est dove ci aspetta un aereo per le Andamene.

31 Gennaio 2014

Mare, onde e tramonto…..ci manca Pindù chissa cosa starà facendo ora!

1 Febbraio 2014

Ultimo bagnetto e treno notturno per Chennay, capitale del Tamil Nadu

2 Febbraio 2014

Arrivo a Chennay prestissimo e ci mettiamo subito alla ricerca di un hotel dove lavarci e riposarci. Più tardi facciamo un giro per la città….che delusione! Sporca e puzzolente in ogni angolo con fiumi fogna con ai margini case baracche e a fianco palazzoni di lusso e centri commerciali. Due facce messe ad un confronto estremo che rattrista e fa male.

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3 Febbraio 2014

Visitiamo il quartiere di George town, la chiesa costruita lì dove San Tommaso è stato martirizzato, tempio con annessa festa spirituale e centro commerciale. In tarda sera prendiamo il treno che ci porta in aeroporto. Domani mattina si vola alle Andamane!!!

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4 Febbraio 2014

Alba in aereo e  arrivo a Port Blair, capitale delle Isole Andamane. Non tutto il territorio delle Andamane è visitabile, in realtà solo una piccola parte e alcune isole sono accessibili mentre per il resto sono aree protette e di appartenenza a gruppi nativi che preservano natura e cultura. Prendiamo un bus che ci fa attraversare un bel pezzo di giungla chiusa al turismo in completa scorta con divieto di sosta. Eravamo lì con gli occhi sbarrati, nonostante il sonno, cercando qualche viso, una lancia, un segno di vita ma nulla nessuno tra i nativi e gruppi ribelli ci ha assaltato….ogni tanto succede, non voglio far diventare questa strada troppo trafficata. Arriviamo a Rangat, piccolo villaggio lungo la costa est nell’isola centrale. Per la sera troviamo un ottimo ristorante con un giovane cuoco davvero bravo e talentuoso…insomma mangiamo divinamente.

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5 Febbraio 2014

La mattina ci mobilitiamo velocemente alla ricerca del permesso per osservare le tartarughe che depongono le uova….siamo venuti per questo a Rangat. Come al solito all’inizio tutto e vago e inpossibile. Chi ti manda di qua poi di là, no le tartarughe non esistono (!) poi andiamo all’ufficio del ranger e spieghiamo che siamo appassionati di animali eccetera e ci invita a passare la nottata con lui in attesa delle tartarughe visto e considerato che ci sarà anche un cameramen a riprendere il tutto. Eccitati e super contenti andiamo a perlustrare la spiaggia. Prima di arrivare si attraversa un 500 m di bosco di mangrovie con una delle più alte biodiversità di specie al mondo e quando arriviamo in spiaggia individuiamo la nostra capanna per la notte: una palafitta di legno sulla riva. Ci sediamo a contemplare il mare e all’improvviso ci arrivano due cocchi da bere…erano destinati al Presidente in visita che però a dato buca….alla salute, Presedente! Arriva sera, ci incontriamo tutti: cameramen, ranger, capo ranger e due aiutanti e iniziamo la spola su e giù lungo la spiaggia a luci spente aspettando le tartarughe è mezzanotte, l’una, le due andiamo un po’ a riposare nella nostra capannina…

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6 Febbraio 2014

ma non passa neanche mezz’ora che ci vengono a chiamare…è stata appena avvistata una tartaruga. Corriamo e lei è lì che depone le sue 100 uova nella completa inconsapevolezza del suo istinto alla continuità della specie e tornerà sempre lì nella stessa spiaggia dove’è nata magari 70 anni fa e per tutta la sua vita. La tartaruga si perde tra le onde del mare e i ranger trasferisco le uova deposte in un posto più sicuro, lontano dai cani, prede e uomini. All’alba aiutiamo un gruppo di tartarughe appena schiuse da passate deposizione a lasciare la terra e avventurarsi verso il mare per tornare grazie al geo magnetismo a depositare le uova nella stesa spiaggia d’origine. Salutiamo i nostri amici ranger e prendiamo un traghetto per Long Island per tufarci in acque cristalline.

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7 Febbraio 2014

Long Island è una piccolissima isola con un solo ostello dove dormire, un piccolo villaggio e poi tutto il resto giungla. Ci sono solo due o tre spiagge e per arrivare in una di queste si fa un’ora di passeggiata nella giungla o meglio quella che ancora per poco è giungla perché già sono iniziati i lavori di costruzione della strada per un futuro mega resort. Attraversata la giungla si esce in una piantagione di cocco statale dove il cocco è gratuito e la spiaggia è bellissima con un mare ed una barriera corallina niente male! Facciamo amicizia con due signori italiani anche loro in vacanza, sono davvero simpatici e subito si istaura un bel rapporto.

8 Febbraio 2014

Altro giorno di giungla e mare, è la nostra preferita: poca gente e cocchi gratuiti!

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9 Febbraio 2014

Partenza da Long Island, due ore di traghetto per arrivare sull’isola di Havelock, la più turistica tra quelle visitabili. Non facciamo in tempo a sbarcare dall’isola che camminando e ammirando, ammirando e camminando….bum…Lisa finisce a terra, caviglia slogata! Il dolore c’è e il gonfiore abbondantemente ma l’ospedale è chiuso: è domenica, allora ce ne andiamo al mare!

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10 Febbraio 2014

Di buon ora con il piede dolorante andiamo in ospedale: il dottore ordina subito dei raggi. Che spettacolo…la sala raggi è una stanza unica aperta dove una rondine entra ed esce passando inosservata, mi metto sul lettino e tutti dentro la stanza senza alcuna protezione ci prendiamo un po’ di raggi, nessuno in quella stanza è preoccupato di eventuali effetti indesiderati. La prognosi sono antidolorifici, antinfiammatori e piede fermo per 20 giorni. In viaggio, al mare, in India piede fermo? E come faccio? Mica è semplice! Cerchiamo di arginare eventuali danni da spostamento con fascia, pomata, stampelle, opportunamente prestate da un ristoratore, e taxi a go go per ogni minimo spostamento. Oggi isitiamo la spiaggia n. 5, così viene chiamata.

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11 Febbraio 2014

Spiaggia di Radhanagar, la più bella e selvaggia con un acqua cristallina da lasciarti senza respiro!

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12 Febbraio 2014

A bagnomaria sulla spiaggia n.5! Con la caviglia infortunata gli spostamenti sono limitati così ci godiamo di più il dolce far nulla buttati tra acqua e sabbia.

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13 Febbraio 2014

Compriamo i biglietti per il traghetto diretto all’isola di Neil e ritorniamo nella selvaggia spiaggia n.7  Radhanagar.

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14 Febbraio 2014

Oggi Elephant beach.

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15 Febbraio 2014

Si parte per un’altra isola, l’ultima per noi: Neil island. Troviamo dei bungalows carini vicino il porticciolo così non si fa troppa fatica a raggiungerlo e una volta poggiati i bagagli arriviamo al villaggio e ci affittiamo una bici..almeno così gli spostamenti saranno più facili e veloci!

16 Febbraio 2014

Spiaggia n.1, la più bella per lo snorkeling.

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17 Febbraio 2014

Ci facciamo un giretto per le altre spiagge dell’isola ma non sono gran che, inutile la più bella è la n. 1

18 Febbraio 2014

Ci crogioliamo tutto il giorno nella spiaggia n.1 e approfittiamo dell’ultimo snorkeling della nostra vacanza!

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19 Febbraio 2014

Salutiamo Neil Island e il mare bello e ripartiamo per Port Blair, domani si vola a New Delhi!

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20 Febbraio 2014

Non ci si ferma un attimo appena atterrati si va subito a prendere il treno notturno per Amritsar. Che cambio…passare dalla barriera corallina, Nemo e spiagge a treno, topolini e freddo!

21 Febbraio 2014

Arriviamo ad Amritsar, la città dei Sik dove c’è il famoso Golden Temple. Riposiamo un po’ in albego e visitiamo il tempio in oro dove tutte le religioni e tutti gli uomini sono i ben venuti e regna un clima di pace, preghiera e rispetto del prossimo. E’ sempre una religione, ma forse tra le più umili…chissà. C’è anche una mensa aperta 24 su 24 che distribuisce cibi gratis e thè caldo. In serata ci facciamo un giro a cercare una cavigliera più resistente per poter affrontare giornate di cammino…insomma ci ritroviamo in una via con centinaia di negozi che vendo solo ed esclusivamente prodotti di ortopedia sanitaria! Per cena andiamo in un famoso ristorante di cucina regionale del Punjabi

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22 Febbraio 2014

Ultimo giorno ad Amristar, giro per la città con assaggio della piadina tipica chiamata kulca e  visita all’improbabile tempio induista della fertiltà che somiglia più ad un percorso fiabesco mal riuscito di Gardalan dove bisogna attraversare finti fiumiciattoli ed entrare nella bocca di shiva leone…insomma da ridere! E per concludere la nostra India un bel treno notturno per New Delhi.

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23 Febbraio 2014

Abbiamo ancora alcuni giorni per visitare New Delhi e comprare di tutto di più per riportare. Visitiamo mercati, mercatini, il bellissimo quartiere musulmano Hazrat nizamuddin e la tomba del santo Sufi.

24 Febbraio 2014

Giornata di compere e allora Connaught place…..deludente!

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25 Febbraio 2014

Visita a Hauz khas quartiere artistico e al parco storico nella zona del mercato di Chandni Chowk dove si vende qualsiasi cosa. E allora compriamo piatti, stoffe, spezie, thè e colori per tinteggiare.

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26 Febbraio 2014

Un giretto al Chawri bazaar e alla moschea di Jama Masjid dove succede l’inimmaginabile….mentre camminiamo ci passa a fianco un autobs turistico battente bandiera pescarese….è l’associazione cuturale Ulisse in cui è socio Simone. Sapevamo che erano appena arrivati in India ma incontrarli così nell’immensa New delhi è stato incredibile. Saltiamo sul Pullman e insieme andiamo a visitare il Red Fort poi salutiamo tutti e con valige alla mano andiamo in Aeroporto.

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27 Febbraio 2014

Si concludono così i nostri giorni passati nella straordinaria e sorprendente India. Un paese pronto a darti vere emozioni, se le sai accogliere ed apprezzare andando oltre quel velo superficiale di sporco e puzzolente. Andando oltre l’India è piena di colori e profumi che si legano a te e che sono i ricordi che più rimangono nella mente.

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